Primo giorno a spasso con la timidezza, forse l’attitudine di cui più ho bisogno per rimanere curiosa e gentile, quella timidezza che mi fa camminare piano mentre riesco a sorprendermi di colori profumi e rumori nuovi. L’impatto è stato esattamente quello che sto esternando passo dopo passo. Le persone qui sono delicate proprio come i sapori dei piatti che escono da quelle piccole cucine nascoste tra un tempio e un negozio di artigianato (mi regalo il beneficio del dubbio sull’autenticità della merce, poi “artigianato” mi sembra un compromesso che vada bene a tutti sopratutto ai delicati).
Riesco a fermarmi davvero anche per 20 minuti ad osservare l’intorno, con una pazienza che non ha nemmeno mio padre (non è vero, lui ne ha di più). Non ho ancora pianificato cosa farò,
sento tanti stimoli ed è ancora tutto molto caotico, mi auguro di riuscire a godere di questo caos così vuoto ancora per qualche giorno.
Questi silenzi hanno così tanto da raccontarmi che potrei riempire pagine e tele
bianche di colori mai usati.
Devo ammettere che sono stanchissima, ma credo sia una crisi di guarigione necessaria per affrontare questa avventura!
A presto
Timidezza.
February 28, 2026