Oggi a spasso con me stessa (con tutti)
Sono meravigliosamente fortunata, ogni mattina come questa (non come le due precedenti) in cui sento di respirarmi a pieno mano nella mano, con la testa fra le nuvole e la terra appiccicata ai piedi, mi sento letteralmente abbracciata dalla fortuna. Ogni tanto mi capita di respirare arie condizionate di passaggio che mi fanno gonfiare le tonsille solo per proteggermi ed insegnarmi che non tutti i venti sono destinati ad accarezzare le mie ali. Così la dogana alla gola mi ha invitata freddamente ad una pausa sotto le coperte. Motivo dell’arresto: trafficato di venti condizionati. Ho cercato di spiegarmi ma l’unica cosa che non va spiegata in questi casi sono le ali mi hanno spiegato, mai e poi mai dare retta, dare rotta ad arie artificiali, così ho alzato le mani, abbassato le ali e mi sono arresa alla pausa. Delle volte è necessario fermarsi per poter continuare.
Avevo paura che tutti questi venti mi portassero via dal vivermii momenti. Ho confuso l’aria fresca e mi sono fatta condizionare
da quella condizionata (che sciocca, ore e cosi evidente s
Paradossalmente è stata una pausa più impegnativa di tante wi altre passeggiate, la vita da sotto il piumone è come quella di prima solo più lenta, la camera è la stessa ma più vuota. Sotto le: coperte c’è un’aria di casa che ti “invita” alle coccole forzate, ma che se ti ci vizi finirai per esserne fagocitata ed obbligata alla simbiosi con quell’ambiente sospeso fra sogni e realtà. Così ho lasciato la convinzione al letto di avermi guarita, ho tenuto per me la certezza che la vera cura l’ho trovata aldilà di una prigione travestita da casa. Delle volte ho solo bisogno di allontanarmi per ritrovarmi, per capire il senso di questo tempo che vola lento quando provi ad accelerare.
February 28, 2026