Ho una discoteca in cuore e non so ballare, così cammino un po’ avanti, un po’ indietro, qualche passo a sinistra e un po’ al centro, poi mi rigiro verso sinistra (la destra mi spaventa un po’), mi lascio cadere solo per quella meravigliosa sensazione di una mano che stringe la mia per aiutarmi a rialzarmi.
Mi siedo e torno a quel battito che scandisce ogni respiro, invitandomi a ballare lentamente, senza destinazioni mentre sto creando il mio mondo perché in questo sento di non appartenermi fino in fondo. Mi ricorda quanto è importante andare, e che il vero viaggio sta nel tornare (in me).
Infuso al cuore morbido grazie